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Collo rigido da smartphone: ecco le abitudini da cambiare

📅 12 Settembre 2026✍️ di Redazione Rivosecchi⏱️ 5 min di lettura

Sei seduto sul divano, lo schermo davanti agli occhi, le spalle curve, il mento che scende verso il petto. Oppure sei in piedi alla fermata dell’autobus, il telefono basso, il collo piegato di qualche decina di gradi in avanti. Lo fai ogni giorno, più volte al giorno, per minuti che si sommano a ore. E alla sera – o magari già nel pomeriggio – senti quella tensione familiare tra la nuca e le spalle, come un peso che non si toglie.

Quella sensazione ha un nome semplice: è il risultato di tenere la testa in avanti per molto più tempo di quanto il collo sia attrezzato a fare. La testa di un adulto pesa intorno agli otto-dieci chili in posizione neutra, ma quando il mento scende verso il petto il carico percepito dai muscoli e dalle strutture del collo aumenta in modo significativo. Non è una questione di fragilità personale: è geometria. Tenerla così per ore, ogni giorno, stanca i muscoli, irrigidisce i tessuti e, col tempo, diventa una sensazione normale – anche se non lo è.

Perché il collo fa male proprio dopo lo smartphone?

Non è solo la posizione in sé: è la combinazione di posizione prolungata, assenza di movimento e tensione muscolare statica. Quando stai leggendo qualcosa di interessante, smetti di muoverti. Non cambi posizione, non allunghi il collo, non sposti il peso. I muscoli restano contratti in modo isometrico – cioè senza accorciarsi né allungarsi – e si affaticano esattamente come farebbe un braccio che regge un peso immobile.

A questo si aggiunge spesso la respirazione: quando siamo concentrati sullo schermo tendiamo a respirare in modo più superficiale, il che riduce l’ossigenazione dei muscoli e contribuisce alla sensazione di tensione. Non è un dettaglio marginale: è uno dei motivi per cui dopo una sessione lunga al telefono ci si sente più rigidi di quanto ci si aspetterebbe.

Quanto conta davvero l’altezza a cui tieni il telefono?

Moltissimo. Eppure è la cosa che cambia di meno nelle abitudini di chi già soffre di collo rigido. Alzare il telefono all’altezza degli occhi – anche solo di qualche centimetro in più rispetto a dove lo tieni adesso – riduce sensibilmente l’angolo di flessione del collo. Non serve portarlo a faccia alta come se stessi facendo una videochiamata in piedi: basta non tenerlo in grembo mentre guardi lo schermo.

Quando sei seduto a un tavolo, appoggiarsi allo schienale e alzare il gomito con il braccio che regge il telefono è una micro-abitudine che cambia la meccanica della postura senza richiedere nessuno sforzo cosciente, una volta che diventa automatica. Se usi il telefono a letto, la situazione è più complessa: stare supini con il telefono sopra la testa è meno intuitivo, ma quasi sempre migliore per il collo rispetto a stare su un fianco con il mento incastrato.

Cosa fare concretamente durante la giornata

La buona notizia è che non si tratta di smettere di usare lo smartphone, ma di interrompere la continuità. Il collo rigido non nasce da cinque minuti di posizione imperfetta: nasce dalla ripetizione senza pause. Alcune abitudini che funzionano nella vita reale:

  • Muovi il collo ogni volta che smetti di usare il telefono. Non serve un esercizio elaborato: ruotare lentamente la testa da un lato all’altro, fare qualche cerchio con le spalle, basta questo. Il movimento rimette in circolo il sangue e allenta la tensione accumulata.
  • Usa le cuffie quando puoi. Tenere il telefono tra spalla e orecchio è la variante peggiore in assoluto: il collo resta torto per tutta la durata della chiamata. Le cuffie – anche quelle con il filo – eliminano questo problema del tutto.
  • Sfrutta i momenti in piedi. Quando aspetti qualcosa – un caffè, un semaforo, l’ascensore – è facile prendere il telefono. Se lo usi, alzalo. Se non ti serve, lascialo in tasca: anche solo quei due minuti di non utilizzo sono un recupero.

Gli stiramenti semplici che vale la pena fare ogni giorno

Non c’è bisogno di una routine strutturata per tenere il collo in forma. Quello che aiuta davvero è aggiungere piccoli movimenti alle cose che già fai. Un paio di inclinazioni laterali – orecchio verso la spalla, senza forzare – mentre aspetti che si scaldi il caffè. Una retrazione del mento (come se volessi fare il doppio mento) prima di sederti alla scrivania: sembra buffo, ma aiuta a riportare la testa in posizione neutra e attiva i muscoli profondi del collo che lo smartphone tende ad addormentare.

Se la tensione è localizzata nelle spalle più che nel collo, spesso la causa è la posizione delle braccia mentre tieni il telefono: tenerle sollevate senza appoggio per tempi lunghi affatica il trapezio, il muscolo grande che va dal collo alle spalle. Appoggiarsi quando puoi – a un bracciolo, al tavolo, alla coscia – riduce molto questo affaticamento.

Quando il collo rigido merita attenzione in più

Una tensione che arriva alla sera e scompare dopo una buona dormita è quasi sempre legata alle abitudini posturali. Se invece il collo è rigido già al mattino appena alzato, se il dolore si irradia verso il braccio o le dita, se compare mal di testa frequente che parte dalla nuca, o se la rigidità non passa nonostante qualche giorno di attenzione in più, vale la pena parlarne con il proprio medico. Non per allarmarsi, ma perché in questi casi un parere professionale aiuta a capire se c’è qualcosa da approfondire o semplicemente da correggere con un po’ di fisioterapia.

Il collo rigido da smartphone è diventato così comune da sembrare inevitabile. Non lo è. Come tutte le abitudini, si cambia un pezzo alla volta: prima l’altezza del telefono, poi le pause di movimento, poi qualche stiramento nei momenti morti della giornata. Niente di rivoluzionario – solo attenzione, ripetuta abbastanza spesso da diventare normale quanto lo era la cattiva abitudine.

Fa male tenere il telefono in mano per ore anche se non sento dolore?

Il dolore è l’ultimo segnale, non il primo. La tensione muscolare e la fatica dei tessuti si accumulano prima che tu le avverta. Cambiare abitudini posturali prima che compaia il dolore è sempre più facile che farlo dopo.

Gli esercizi per il collo si fanno anche se si sente già dolore?

I movimenti lenti e dolci – rotazioni, inclinazioni senza forzare – di solito non peggiorano una tensione muscolare comune. Se però il dolore è acuto, localizzato in un punto preciso o si irradia, è meglio fermarsi e sentire il medico prima di fare qualsiasi esercizio.

Il cuscino sbagliato può peggiorare la situazione?

Sì, può contribuire. Un cuscino troppo alto o troppo basso mantiene il collo in posizione forzata per tutta la notte. Se al mattino ti svegli già rigido, vale la pena valutare anche questo aspetto – e se il problema persiste, parlane con il tuo medico o con un fisioterapista.

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